Roma, dal 1962 al 1967.
Si ascolta “We can work it out” dei Beatles, “Let’s spend the night together” dei Rolling Stones, “Gimme some lovin’” dello Spencer Davis Group. Si viaggia in Fiat 850. Escono film come “Il Gattopardo”, “Per un pugno di dollari”.
Per Saverio si va dagli otto ai tredici anni, l’inizio dell’adolescenza.
Il nonno materno, al culmine di una rapida carriera, diventa un produttore cinematografico di grande successo. Suo padre, macellaio, per essere all’altezza del suocero, vende il negozio e apre una sala giochi nel quartiere periferico di Tor de’ Cenci. Sua madre, invece, travolta dal fascino della nuova vita, si dedica all’arredamento di un attico-superattico ai Parioli.
Ma non c’è solo Roma, nella storia di Saverio. Durante una vacanza a Barcellona, infatti, egli rimarrà folgorato dalla bellezza della Sagrada Familia, al punto da non sapere più se il suo futuro sarà nel segno del cinema o dell’architettura. Sempre che non decida di darsi al calcio, l’altra sua grande passione, per giocare un giorno in Coppa dei Campioni…
Trailer de “Il Muchacho”
Presentazione de “Il Muchacho” Libreria Bibli Roma – 26 Aprile 2011
Roberto Parpaglioni presenta “Il Muchacho” a Unomattina
“Il Muchacho” al TGR



26/04/2011 - 12:55
Il Muchacho è un libro da leggere. Da non lasciarsi sfuggire per non perdere l’occasione, rara, di uno spazio di grande dolcezza, tenerezza, sincera ingenuità.
02/06/2011 - 23:42
Muchacho, la prima volta ti ho incontrato in libreria, la seconda davanti ad un tramonto, non credo ci sarà una terza volta. Gli dei, a volte, a nostra insaputa, esaudiscono i nostri desiaderi.